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Giorno: 25 Giugno 2025

  • Programma 2025

    Programma 2025

    PROGRAMMA 2025

    Ciao cari Liberi Viandanti.
    Come di consueto a fine anno, condivido le iniziative in programma per il prossimo 2025.
    Trovate il calendario allegato in PDF.
    Sono le attività previste che si svolgeranno all′aperto. Segnatevi le date e chiedetemi informazioni più dettagliate se avete intenzione di partecipare. Alcune avranno una grande importanza nazionale e avranno un′intensità spirituale ed energetica particolare come il karpay al Cervino e al Gran Sasso e come il pellegrinaggio dei 5 incantesimi intorno al lago di Bolsena di tre giorni organizzato con Giulio Biancalani, Paola Ferraro e Concetta Esposito.
    Di corsi e seminari per apprendere la Tradizione mistica inka darò notizia in tempi utili alla partecipazione.
    Vi invito a contattarmi se siete interessati a collaborare.
    Danziamo nell′Ayni
    Gianmichele Ferrero

  • Workshop di Tradizione mistica andina 2024

    Workshop di Tradizione mistica andina 2024

    WORKSHOP DI TRADIZIONE MISTICA ANDINA 2024

    Vi invitiamo ad una giornata di immersione nella spiritualità andina per apprezzare pienamente e scoprire quanto la nostra vita sia profondamente intrecciata con il Cosmo vivente.
    Il Cosmo è costituito da una rete di filamenti energetici interconnessi che uniscono tutti gli esseri.
    Il kausay, l’energia vivente che ci pervade, è come l′acqua: mentre scorre, si mantiene fresca, pura e nutriente; quando viene bloccata e incomincia a stagnare, cambia la sua natura trasparente e leggera di samiy diventando jucha densa e pesante. Se viene ristabilito il suo fluire, torna ad essere pura e noi possiamo ottenere benessere e armonia.

    La giornata ad Ancàlte è un’eccellente opportunità per aprire un dialogo con gli aspetti della realtà finora ignorati e le aree della nostra coscienza spesso inesplorate.
    Grazie a semplici tecniche energetiche possiamo imparare a gestire in modo più consapevole la nostra bolla energetica, liberarci delle energie pesanti e ricevere l′energia sottile dal generoso Cosmo che ci circonda.
    Durante il workshop, Gianmichele Ferrero spiegherà i principi fondamentali e condividerà pratiche della Tradizione mistica andina per vibrare in risonanza con la bolla di energia degli apu e delle ñusta (le Forze della Natura).
    Impareremo ad entrare in contatto con il kausay, ad aprirci verso il suo flusso lasciando andare l’energia discordante, disordinata, caotica che non fluisce e rimane bloccata a causa di stress, sofferenze, conflitti.
    Parteciperemo alla creazione di un despacho o haywarisqa, struttura archetipica sacra universale. Il rituale è praticato da millenni dai popoli indigeni delle Ande. Verrà offerto attraverso il fuoco alle Forze della Natura e del Cosmo vivente per stabilire con essi una connessione di scambio energetico armonico di reciproco beneficio e per ricevere ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita: salute, benessere, abbondanza, direzione, coraggio.

    Gianmichele Ferrero è laureato DL in chimica, diplomato naturopata SIMO, scrittore e formatore della Tradizione mistica andina. È esperto in Naturopatia Sistemica, Iridologia multidimensionale, Omeopatia, Decodifica biologica, Bussola costituzionale e Embriologia emozionale, EEFT.
    Dal 1990 si interessa al misticismo, ai percorsi spirituali e ai lavori con l′Energia. Fin dal 1998 collabora con Guide e Maestri andini per divulgare le conoscenze spirituali della Tradizione Inca.
    Guida gruppi, conduce seminari ed eventi sul territorio italiano, tra cui spiccano i percorsi  del Karpay del Monte Bianco, del Monte Rosa, del Gran Paradiso, del Monviso e delle Dolomiti.
    Ha scritto il più recente e completo libro sulla Tradizione mistica andina “Kausay Puriy, la danza dell’Ayni (https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/668252/kausay-puriy-la-danza-dellayni/)
    Potete trovare informazioni ai siti www.liberiviandanti.it e www.gianmicheleferreronaturopata.it/

    Data: sabato 5 ottobre a partire dalle ore 9:30 fino alle ore 18:30 circa con pausa pranzo.
    Luogo: Alba (CN) presso Ancàlte APS (indirizzo Google 44.695524, 8.044939, 12051 Alba CN)

    Dettagli: Portarsi pranzo al sacco. Vestiti comodi e uno stuoino per sedersi.
    Lasciare l’auto in Piazza Mons. Grassi o nel parcheggio a destra in Viale Cherasca poco prima della rotonda con Via 25 aprile, e proseguire a piedi. In 10’ si arriva.
    Quota: 40€ compresa la tessera associativa Ancàlte
    Iscrizioni: per partecipare all’evento è necessario prenotarsi ai seguenti riferimenti
    3386614812
    booking@ancalte.it

  • Profezia andina, Taripay Pacha e tessitura del territorio – Andean prophecy, Taripay Pacha and weaving of the territory

    Profezia andina, Taripay Pacha e tessitura del territorio – Andean prophecy, Taripay Pacha and weaving of the territory

    PROFEZIA ANDINA, TARIPAY PACHA E TESSITURA DEL TERRITORIOESSERE PAQO NEL TERZO MILLENNIO
    ANDEAN PROPHECY, TARIPAY PACHA AND WEAWING OF THE TERRITORY – BEING PAQO IN THE THIRD MILLENNIUM

    Considerando l’articolata espressione della Profezia andina, ho provato a leggere la correlazione con i tempi e gli eventi del presente storico. Parallelamente ho confrontato il senso del Taripay Pacha con le attività sul territorio che stiamo svolgendo come paqo. Ne sono scaturite le seguenti riflessioni che offro alla vostra lettura e considerazione.
    La Profezia andina e la Profezia del Taripay Pacha sono la prospettiva di un′epoca d′oro per l′umanità. Una condizione collettiva di benessere e armonia, profonda condivisione e connessione con il Cosmo, dove vige il rispetto e la collaborazione per il bene comune e personale. Per usare un termine quechua, è una condizione in cui tutti e tutto sono immersi nell’Ayni.
    Per creare i presupposti necessari al suo avvento, tutti siamo chiamati a cooperare e contribuire. I paqo, coloro che praticano nella loro esistenza la Tradizione mistica andina, hanno un ruolo attivo nel favorire le condizioni migliori e nel trasmettere gli insegnamenti a coloro che si orientano alla nuova visione cosmica.
    Le scelte collettive umane fortemente influenzano e condizionano la realizzazione del possibile futuro. La coscienza umana è in grado di evolversi abbracciando l′opportunità di realizzare il passaggio al quarto, al quinto, al sesto livello e oltre del Qanchis Pata Ñan. Oppure è capace di rallentare, limitare o bloccare questo processo.
    Questa umanità si sta evolvendo lontano e in modo divergente dai binari ideali per raggiungere la nuova Età dell’Oro. Non è sbagliata la Profezia, è, invece, rovinosa e avversa la deviazione che l’umanità ha preso separandosi dal percorso necessario verso la mèta attesa.
    È fondamentale in questo frangente storico che i paqo si alleino con le forze cosmiche che possono portare un contributo netto e deciso nel far progredire la decima Pachakuti e il Taripay Pacha. Questi alleati sono la Pachamama e gli Esseri di Natura, sua diretta espressione e rappresentazione del territorio.
    Leggi l′intero documento allegato che integra il paragrafo “La profezia del ritorno dell’Inka” e “Llakta Riqchay” del mio libro “Kausay Puriy, la danza dell’Ayni”, GEDI, 2024 e ne costituisce un aggiornamento.
    (28-10-24)
    Gianmichele Ferrero

    Considering the complex expression of the Andean Prophecy, I tried to read the correlation with the times and events of the historical present. At the same time, I compared the meaning of the Taripay Pacha with the activities in the territory that we are carrying out as paqo. The following reflections emerged that I offer for your reading and consideration.
    The Andean Prophecy and the Prophecy of the Taripay Pacha are the prospect of a golden age for humanity. A collective condition of well-being and harmony, deep sharing and connection with the Cosmos, where respect and collaboration for the common and personal good reign. To use a Quechua term, it is a condition in which everyone and everything is immersed in the Ayni.
    To create the necessary conditions for its advent, we are all called to cooperate and contribute. The paqos, those who practice the Andean Mystical Tradition in their existence, have an active role in promoting the best conditions and in transmitting the teachings to those who are oriented towards the new cosmic vision.
    Human collective choices strongly influence and condition the realization of the possible future. Human consciousness is able to evolve by embracing the opportunity to make the transition to the fourth, fifth, sixth level and beyond of the Qanchis Pata Ñan. Or it is capable of slowing down, limiting or blocking this process.
    This humanity is evolving far and divergently from the ideal tracks to reach the new Golden Age. The Prophecy is not wrong, but the deviation that humanity has taken by separating itself from the necessary path towards the expected goal is ruinous and adverse.
    It is essential at this historical juncture that the paqo ally themselves with the cosmic forces that can bring a clear and decisive contribution to advance the tenth Pachakuti and the Taripay Pacha. These allies are the Pachamama and the Beings of Nature, its direct expression and representation of the territory.
    Read the entire attached document that integrates the paragraph “The prophecy of the return of the Inka” and “Llakta Riqchay” of my book “Kausay Puriy, the dance of the Ayni”, GEDI, 2024 and constitutes an update.
    (28-10-24)
    Gianmichele Ferrero

    (immagine Freepik)

  • Samhain 2024

    Samhain 2024

    SAMHAIN 2024

    Samhain è il Sabba maggiore e Capodanno celtico.

    Samhain 31 ottobre/1 novembre indica il momento di passaggio, soglia, conclusione e inizio.
    È il momento dell′ultimo raccolto prima dell′arrivo dell′inverno ed è proibito raccogliere ciò che è rimasto nei campi perché ora appartiene agli Esseri di Natura.
    È il tempo in cui i semi vanno a dimorare nella terra prima della loro germinazione in primavera.
    È l′inizio dell′attesa, il tempo interiore della preparazione, nell’oscurità, nel vuoto necessario affinché possa compiersi la pienezza della rinascita.
    È il tempo prezioso di riposo e ascolto silenzioso, del ritiro nell′interiorità e nelle profondità del nostro essere. È necessario spogliarci di ciò che è esteriore, degli attaccamenti a ciò che è superfluo per ritrovare il nostro nucleo prima di riprendere nuovi cammini.

    Samhain è la soglia di questo passaggio fra le dimensioni del tempo e delle esistenze.
    La Dea Ecate è la custode di questa porta. Ecate la giovane e l’anziana, l’esploratrice della psiche, levatrice e accompagnatrice dei morti, Dea dei crocicchi, la potente  e la saggia e multiforme.
    Come accadde con tutti gli elementi ”pagani“ incorporati e assorbiti dal cristianesimo, all′incirca nel VII secolo d.C., la Chiesa spostò la festa di Ognissanti, che onorava il martirio dei primi cristiani, da maggio al primo novembre, in modo da unirla e sostituirla agli antichi rituali druidici e celti del 31 ottobre. Nel X secolo d.C., si consolidò così la tradizione di onorare tutti i morti, rinforzando così l′associazione con le celebrazioni celtiche dedicate agli spiriti una volta ritenuti selvaggi e potenti. Pian piano la Chiesa attribuì un connotato diabolico e malvagio agli dei e alle dee e a tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche. Così, durante le celebrazioni apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del diavolo e di altre creature maligne, come le streghe. Perdendo il carattere e l′essenza vera e propria di questa festa, in America ed in Europa la notte di Halloween viene interpretata come la “notte delle streghe e dei fantasmi”, Una specie di party celebrativo per le creature e gli esseri soprannaturali e diabolici.

    Approfittiamo di questo periodo per raccoglierci in noi stessi intraprendendo viaggi interiori nella nostra coscienza. Porgiamo attenzione ai sottili mutamenti del corpo, all′adattamento biopsichico del nostro organismo ai brevi e freddi giorni invernali: la mente inizia a scivolare dall′esteriorità all′interiorità. Ora è tempo che la nostra attenzione passi dal lato materiale a quello spirituale.
    È tempo di riflessione, di viaggi interiori per potere scoprire quegli aspetti di noi stessi che necessitano di essere cambiati o nutriti per emergere.
    Come nel percorso a spirale del labirinto sacro scendiamo nel mondo interiore, fino al nostro centro interiore e, ripercorrendo il tragitto al contrario, portiamo all’esterno il nostro potenziale di vita e creatività che, chiediamo, si manifesti nel nuovo anno conservando la saggezza che abbiamo imparato nel passato.
    È anche un periodo adatto a tutti i tipi di meditazione e tradizionalmente propizio alle arti divinatorie. Approfittiamone per imparare o riprendere tecniche divinatorie, come i tarocchi o le rune.
    È il momento di favorire la propria rigenerazione, abbandonando ritualmente tutto ciò che non ci serve più e liberandoci materialmente di ciò che non ci piace più nella nostra vita. Possiamo scrivere queste cose su foglietti di carta per bruciarli nel nostro fuoco o nella fiamma di una candela a Samhain esprimendo l’intento chiaro di lasciarli andare.
    È anche il tempo di concludere qualsiasi commercio, negoziazione, attività, riscossione, pagamento non ancora ultimato.

    Samhain con Beltaine è una delle due ” notti degli spiriti “, quando il velo fra i mondi si assottiglia e la comunicazione fra noi e le anime erranti dei morti si fa più facile. In equilibrio tra passato e futuro, è possibile entrare in comunicazione con quanto ci è solitamente celato. Durante questa festa possiamo apprendere molte cose da coloro che vivono nel Mondo dello Spirito. Nella notte si possono avere visioni e ricevere segni divinatori.
    È il momento di onorare e ospitare gli antenati morti, formulando per loro preghiere, tenendo riti in loro memoria e offrendo alimenti sui gradini della porta e sulle tombe.
    Si va fisicamente al cimitero dove ci sono le tombe dei defunti come si fa tradizionalmente. Si portano cibi preparati in forma simbolica e ridotta, soprattutto quelli che piacevano ai nostri morti, fiori, vino, birra, sigarette e si accendono le candele. Si parla agli antenati, ai morti della nostra famiglia e a tutti i morti. Noi in genere non mangiamo quei cibi al cimitero come fanno in altri paesi, ma lo possiamo fare a casa in loro onore.
    Accendiamo una candela speciale. Prendiamo una coppa o un bicchiere di vino o birra, brindiamo in loro onore, con il gesto del tinkare offriamo simbolicamente goccioline verso di loro, beviamone un po’. Lasciamo del vino nel bicchiere. Mangiamo i vari cibi preparati per i defunti, pane e dei dolci (es. i tipici “dolci dei morti”). Mentre mangiamo mettiamone delle porzioni in un piatto o un vassoio offrendole ai nostri morti.
    Mangiare ricordandoli è importante  perché i nostri antenati vivono dentro di noi sia a livello spirituale sia a livello genetico. I nostri antenati e morti sono dentro di noi e se noi mangiamo il cibo a loro dedicato, le sensazioni visive, olfattive e gustative tramite di tramite noi arrivano a loro. Si apre uno spazio sacro di comunione con i morti perché si prega per loro e si mangia in onore loro.
    Se non potremo lasciare sulle tombe le vivande, i ceri e le sigarette accesi, possiamo farlo a casa tutta la notte o tutta la giornata del 1 novembre, magari fino al 2 novembre.

    Siccome le energie di questo tempo hanno a che fare con la morte, è il momento per fare le pratiche per sé e per gli antenati, i parenti e i conoscenti passati nell’altra dimensione.
    Chi segue la Tradizione mistica andina e ha appreso le conoscenze fondamentali, nei giorni tra il 31 ottobre e il 2 novembre, può dedicare utilmente del tempo per svolgere con attenzione il programma di quattro fasi in successione che Dario Astengo ha proposto.
    Per iniziare svolgeremo la pratica dell′energia curativa dell’Hampi Munay, il cui sami prodotto, l’energia fine raffinata e potente che abbiamo creato rimane nel campo energetico e supporta il discioglimento di tutte le energie pesanti che incontreremo ed emergeranno nei passaggi successivi.
    Come secondo passo, faremo il Wachay o pratica della ricapitolazione della propria vita.
    Nel terzo passaggio applicheremo il Wañuy alla morte propria.
    Eventualmente dopo aver applicato il Wañuy alla morte personale, in un quarto movimento potremo ripeterlo a nome/al posto di un’altra persona conosciuta che è trapassata in circostanze tali da non averle permesso di integrare adeguatamente il processo di distacco dalla vita e quindi hanno lasciato in questo mondo delle proprie energie pesanti non elaborate. Costoro non sono riusciti a passare adeguatamente nell’al-di-là ma anche e soprattutto, hanno lasciato jucha a chi rimane nell’al-di-qua.

    Chi volesse approfondire, può trovare spiegazioni di questi movimenti energetici nel mio libro “Kausay Puriy, la danza dell’Ayni” (clicca qui per info)

    Gianmichele Ferrero

    (immagine da Freepik)

  • Tra dimensione collettiva e personale della Profezia – Between the collective and personal dimension of the Prophecy

    Tra dimensione collettiva e personale della Profezia – Between the collective and personal dimension of the Prophecy

    TRA DIMENSIONE COLLETTIVA E PERSONALE DELLA PROFEZIA
    BETWEEN THE COLLECTIVE AND PERSONAL DIMENSION OF THE PROPHECY

    Un saluto affettuoso a tutti voi.
    Ci stiamo avvicinando alle festività di fine 2024 ed è tempo di cominciare a fare i consuntivi del periodo che si va concludendo. Ho scritto alcune riflessioni agganciandomi a quanto ho già espresso nel mio precedente post pubblicato nel sito Liberi Viandanti con titolo “Profezia andina, Taripay Pacha e tessitura del territorio – Essere Paqo nel terzo millennio”
    Riprendo quei pensieri aggiungendo altre considerazioni con un nuovo articolo dal titolo “Tra dimensione collettiva e personale della Profezia”.
    Lo trovate allegato in PDF a questo post.
    Sarò felice dei vostri commenti che potete inviarmi direttamente.
    Buona lettura.
    (1-12-2024)
    Gianmichele Ferrero

    Warm greetings to all of you.
    We are approaching the holidays of the end of 2024 and it is time to start taking stock of the period that is coming to an end. I have written some reflections by linking to what I have already expressed in my previous post published on the Liberi Viandanti website with the title “Andean Prophecy, Taripay Pacha and the Weaving of the Territory – Being Paqo in the Third Millennium”
    I am taking up those thoughts again, adding other considerations with a new article entitled “Between the Collective and Personal Dimension of Prophecy”.
    You can find it attached in PDF to this post.
    I will be happy with your comments that you can send me directly.
    Enjoy your reading.
    (1-12-24)
    Gianmichele Ferrero

    (Immagine da Freepik)